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Nasce *Bee*NFT, il primo NFT tutto italiano a supporto di Api e Apicoltori

Nasce BeeNFT, il primo NFT Utility tutto italiano, che permette di adottare un alveare, supportando i piccoli apicoltori italiani.

Negli ultimi mesi si è assistito alla crescita esponenziale del fenomeno NFT, con diverse grandi aziende che sono entrate nel settore, aumentando sempre più la diffusione del fenomeno.

Portare gli NFT, Not Fungible Token, ad essere “fungible”, tangibili nella vita di tutti i giorni è l’obiettivo di Blu Muu Lab, tra le principali #NFT Utility Agency italiane che, dopo il lancio dei primi NFT Utility nel mondo della ristorazione italiana con Oishi Japanese Kitchen, ora lancia un progetto green, dedicato alle api.

“Siamo convinti del futuro degli NFT, soprattutto se visti nella prospettiva Utility, ovvero token digitali che nascono con l’obiettivo di avvicinare gli utenti ad un progetto artistico, musicale o, come nel caso specifico, in ottica green, con dei benefit connessi in maniera intrinseca. Il vantaggio per l’acquirente è di accedere a servizi esclusivi, entrando a far parte di un vero e proprio club”, afferma Giuseppe Recchia, Co-founder di Blu Muu Lab NFT Agency.

Lo scorso 20 Maggio si è celebrata la giornata internazionale delle api. Una giornata per ricordare a tutti che un numero crescente di specie di impollinatori in tutto il mondo è sull’orlo dell’estinzione a causa di diversi tipi di pressione, molti delle quali prodotte dall’uomo.

Le cause sono molteplici e concatenate e sono le stesse che stanno portando al declino della biodiversità: distruzione, degradazione e frammentazione degli habitat, inquinamento (in particolare da pesticidi), cambiamenti climatici e diffusione di specie aliene invasive, parassiti e patogeni.

Come funziona? BeeNFT darà la possibilità di acquisire un NFT Utility, ovvero un gettone virtuale che rappresenta l’atto di proprietà e il certificato di autenticità, registrato sulla Blockchain, un sistema crittografico e decentralizzato che permette la registrazione di un bene unico, in questo caso un’opera d’arte creata dal digital artist abruzzese Pierpaolo Barnabei, in arte FRUTTI, nonché co-founder di Blu Muu Lab.

Dopo l’acquisto dell’NFT Utility sulla piattaforma opensea.io e rarible.com  (www.rarible.com/beesnft ) e la registrazione dello stesso sul sito beenft.co, l’utente avrà certificato l’adozione di un alveare e avrà la possibilità di dargli il proprio nome ricevendo, a fine della stagione apistica, miele, polline e pappa reale prodotti dalle api adottate.

“Crediamo nell’iniziativa tanto più perché da una parte si tutela l’ambiente, salvaguardando le nostre amiche api, e dall’altra produce un impulso sull’economia reale. Inoltre, attraverso la stessa si aprirebbe un canale di vendita innovativo per apicoltori responsabili, che sarebbero a tutti gli effetti degli artigiani delle api, cosa che contribuirebbe a portare il loro lavoro ad essere visibile su un mercato globale come quello degli NFT”, aggiunge Luca Di Marcantonio, co-founder di Blu Muu Lab.

Il lancio del progetto è avvenuto a Trento, durante il Blockchain Revolution Italian Summit, giunto alla sua terza edizione, occasione di incontro per aziende, esperti, professionisti e curiosi di futuro della Blockchain.

Circostanza che ha fatto sì che il primo apicoltore coinvolto nel progetto sia “Apicoltura del Brenta”, un’azienda agricola che nasce in un territorio compreso tra le Dolomiti del Brenta e il lago di Molveno, in Trentino, dalla passione per l’apicoltura e per produrre prodotti naturali e di alta qualità.

“Abbiamo immediatamente e con entusiasmo aderito all’iniziativa, anche perché già appassionati del mondo blockchain e delle nuove tecnologie”, afferma Diego Gottardi, proprietario dell’azienda agricola. “L’apicoltura è un’arte antica, ma riteniamo che aprirci alle nuove tecnologie sia fondamentale per far conoscere il lavoro che facciamo tutti i giorni.”

La prima collezione conta 10 pezzi tutti differenti, con due “special”, con la rappresentazione di diversi umani che si sostituiscono alle api provando a rispondere alle domande “cosa succederebbe in un mondo senza api”e “saremmo in grado di sostituirle”?

Le risposte arrivano con l’ausilio delle immagini, che rappresentano tutti i soggetti in uno stato di estrema difficoltà. Ecco allora che la frase “let the bees be bees” (lascia che le api facciano le api) assume il senso di tutta l’iniziativa.

 

Fonte: Comunicato stampa Blu Muu Lab